Milano – In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il dibattito su sostenibilità e circolarità non può limitarsi agli obiettivi climatici. Per il settore moda, la vera sfida è trasformare la sostenibilità in una leva di competitività industriale, attraverso filiere più collaborative, circolari e resilienti.
Per riuscirci, la transizione sostenibile, circolare e digitale della moda europea non può essere affrontata da singole aziende isolate, ma richiede una profonda alleanza di filiera, capace di mettere in connessione grandi e piccole-medie imprese, brand, fornitori, manifattura, piattaforme digitali, imprese tecnologiche, attori del riciclo, piattaforme di riuso e riparazione e istituzioni.
Il quadro normativo europeo sta accelerando il cambiamento. Dall’ESPR, il nuovo regolamento europeo sull'ecodesign, alla responsabilità estesa del produttore, fino al Digital Product Passport, le aziende sono chiamate a ripensare prodotti, processi e modelli di business. La vera sfida va oltre la mera compliance: è la capacità di costruire ecosistemi industriali collaborativi in grado di generare innovazione e valore condiviso. Circolarità e competitività industriale sono due facce della stessa medaglia.








