Invertire la rotta, costruendo una filiera del tessile più sostenibile e circolare. È questo l’obiettivo che guida un numero crescente di progetti europei dedicati al riuso e al riciclo dei materiali, in un settore che oggi produce alti impatti ambientali e sprechi significativi. Ogni anno, infatti, gli europei consumano in media 26 chili di tessuti a persona, e circa la metà finisce tra i rifiuti.
Proprio a partire da questa consapevolezza, nei Paesi scandinavi è nato Trad, un progetto cofinanziato da Interreg Svezia-Norvegia che coinvolge amministrazioni locali, imprese del riciclo e produttori tessili. L’iniziativa, sostenuta dalle istituzioni europee, punta a testare nuovi modelli per la raccolta, lo smistamento e il riutilizzo dei tessuti, promuovendo al contempo l’estensione della responsabilità del produttore. All’orizzonte, la creazione di una vera e propria catena di valore circolare, capace di coniugare innovazione industriale, sostenibilità e competitività.
Lo sforzo nordico
Trad fa parte di un più ampio sforzo nordico, strettamente connesso ai progetti gemelli Threads e SorTex. «Tutti e tre hanno iniziato nel 2024 ed esplorano le diverse fasi della catena del valore tessile, dai sistemi di raccolta alle tecnologie di riciclaggio dei materiali - scrive la Commissione europea nel documento di accompagnamento -assicurando che le esperienze regionali alimentino la strategia dell’UE per i tessuti sostenibili e circolari».






