Il collaboratore di giustizia di Hydra Gioacchino Amico
In una conversazione intercettata Gioacchino Amico, ex camorrista del clan Senese e oggi collaboratore di giustizia di Hydra, dice: “Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano”.
"Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!". Lo dice Emanuele Gregorini, noto come "Dollarino", tra i 45 imputati nel processo in corso di Hydra: è ritenuto esponente del "Sistema mafioso lombardo" come rappresentante del clan camorristico romano dei Senese. Lo stesso clan di Gioacchino Amico, al centro di discussioni politiche dopo che Report ha pubblicato un suo selfie con la premier Giorgia Meloni. Gregorini in una conversazione intercettata con Amico spiega perché ancora una volta è stata scelta la Lombardia: da decenni ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra seguono i soldi qui, per la prima volta però l'inchiesta Hydra della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha svelato che nel Milanese e nel Varesotto le tre "tradizionali" mafie italiane si sono messe in affari dando vita al "Sistema mafioso lombardo", o come lo chiamano i suoi criminali "l'Unione".
Un Sistema criminale che aveva una cassa comune: i soldi servivano anche per aiutare i carcerati e le loro famiglie. "Poi che siamo ad attaccarci i calabresi, o i napoletani o i siciliani, i carcerati vanno mantenuti prima di ogni altra cosa a questo mondo!", dice Gregorini. E sempre ad Amico dice: "Mandiamo un pensiero per i carcerati! Quello che tu riesci a fare, dopo qui! è la cosa principale, i carcerati..!".














