La vicenda era già nota. Nel 2019 l’allora deputato di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, era salito sul palco del congresso di Grande Nord per un saluto. A quell’evento era stato invitato da Gioacchino Amico, referente del neonato partitino. Un evento politico pubblico, tutto alla luce del sole. Ma oggi, dopo che Amico è diventato un collaboratore di giustizia, la sinistra prova a rimontare un caso che di fatto non è mai esistito. Il fango mediatico torna a colpire il primo partito di maggioranza sfruttando a proprio uso e consumo l’inchiesta Hydra e un legame inesistente con la vicenda Delmastro.
Ai tempi del congresso del movimento dei nostalgici bossiani, era il 2019, Amico- presunto gancio dei Senese in Lombardia condannato a gennaio a 14 anni e 4 mesi - non era ancora sotto indagine per mafia. Aveva precedenti penali ma chi mai si potrebbe premurare a tal punto da chiedere i carichi pendenti a un interlocutore che lo invita a prender parte a un appuntamento pubblico? Per Report, Fatto Quotidiano e compagni, però, bastano una foto e due chiacchiere per adombrare infiltrazioni pericolose. Ovviamente solo quando di mezzo ci sono esponenti del centrodestra.
RANUCCI A OTTO E MEZZO, SFREGIO A MELONI SUL CASO AMICO: "FACCIAMO GLI INTERESSI DI FRATELLI D'ITALIA"










