Un sorriso forzato, un flash improvviso e quel clic che, a distanza di anni, esplode come una mina antiuomo sotto le poltrone che contano. Il caso del giorno è il fango che piove dall’opposizione sul premier Giorgia Meloni per uno scatto del 2019 con tal Gioacchino Amico (non certo Raffaele Cutolo o Totò Riina, che tutti noi riconosceremmo alla prima, semplice occhiata), oggi collaboratore di giustizia ma allora indicato come affiliato al clan napoletano dei Senese.
La presidente del Consiglio rispedisce le accuse al mittente, ma la verità è che il “selfie-trappola” è ormai un rischio del mestiere, un incidente di percorso che non guarda in faccia a nessun colore politico. Chiedere per conferma ad Antonio Decaro, oggi governatore della regione Puglia. Nel marzo 2024 l’allora sindaco di Bari finì nel tritacarne per una foto con la sorella e la nipote del boss Antonio Capriati, signore assoluto di quella Bari Vecchia dove la cosca detta legge fin dagli anni Ottanta.
RANUCCI A OTTO E MEZZO, SFREGIO A MELONI SUL CASO AMICO: "FACCIAMO GLI INTERESSI DI FRATELLI D'ITALIA"
"Facciamo gli interessi di Fratelli d'Italia". Dopo aver fatto esplodere il caso-Amico, l'ultimo "...
Parliamo di un’organizzazione feroce, protagonista di una guerra trentennale contro i rivali degli Strisciuglio e capace di rigenerarsi dopo ogni retata grazie alle fortune accumulate con estorsioni e traffico di droga. Decaro si difese con parole di buonsenso: «Ero a una sagra, mi fermano tutti», aggiunse ricordando una vita passata sotto scorta proprio per aver sfidato quei sodalizi criminali che ora, per un paradosso dell’era digitale, gli sorridevano in foto. A blindarlo ci pensò addirittura Marco Travaglio che, nello studio di Otto e mezzo, liquidò la faccenda come non avrebbe fatto il più convinto dei garantisti: «A me capita spessissimo che mi fermino e mi chiedano di fare un selfie», commentò il direttore del Fatto Quotidiano. «Chissà quanti poco di buono hanno una mia foto! Decaro ha fatto una foto durante una sagra, durante la quale immagino sia stato fermato da tanti».













