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Ultimo aggiornamento: 11:46
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Ha raccontato degli interessi economici di Matteo Messina Denaro e non era mai successo dalla morte dell’ex primula rossa di Castelvetrano. Di più: è entrato nello specifico di affari e flussi di denaro del superboss, dei rapporti con il suo consigliori, l’avvocato Antonio Messina, che ha incontrato più volte al bar San Vito a Campobello di Mazara a pochi metri da uno dei covi del superlatitante. Dopodiché ha confermato l’esistenza del nuovo sistema mafioso lombardo. E del Consorzio ne ha descritto nascita, interessi e rapporti anche extra mafiosi, puntellando, in modo inedito, i contatti istituzionali e con la politica nazionale. Dopodiché ha svelato i contorni di una lupara bianca già emersa durante l’indagine Hydra. E cioè l’omicidio del boss del clan Mazzei, Gaetano Cantarella scomparso a Catania il 3 febbraio 2020. Questa mattina la prima udienza del maxiprocesso milanese al nuovo consorzio di mafie si è aperta così. Con un asso calato dalla Procura e dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: la collaborazione di Gioacchino Amico, l’uomo in più dell’alleanza mafiosa al Nord che risulta tra gli imputati di oggi. Sono tre verbali con allegati gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo investigativo. Tre interrogatori perché la collaborazione è appena iniziata e promette di aprire nuovi scenari.









