Gioacchino Amico
Nell’inchiesta Hydra della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano viene contestato al “Sistema mafioso lombardo” anche un sospetto caso di lupara bianca: si tratta della scomparsa di Gaetano Cantarella, tra gli esponenti di spicco del clan Mazzei di cosa nostra, avvenuta il 3 febbraio 2020.
Non solo droga, estorsioni e rapporti con la politica. Nell'inchiesta Hydra della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano viene contestato al "Sistema mafioso lombardo" anche un caso sospetto di lupara bianca. Il cosiddetto sistema mafioso lombardo altro non è che un consorzio criminale mafioso che, per la prima volta nel Milanese e nel Varesotto, ha visto cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra fare affari e agire come un'unica organizzazione criminale. Attualmente è in atto un processo ordinario che vede 45 imputati (62 sono stati condannati già in abbreviato). In questi giorni, l'attenzione è rivolta ai rapporti tra il clan Senese con Gioacchino Amico – ovvero la parte camorristica del consorzio mafioso – e alcuni esponenti di Fratelli d'Italia e di altri partiti italiani. Ma al centro delle carte di Hydra c'è anche un caso di lupara bianca, ovvero la scomparsa, avvenuta il 3 febbraio 2020, di Gaetano Cantarella, tra gli esponenti di spicco del clan Mazzei di cosa nostra, attivo sia nel Trapanese che nel "Sistema mafioso lombardo". Dal 3 febbraio 2020 non si sa più nulla di lui. Per questo si parla di lupara bianca: è una modalità tipica di un omicidio mafioso che prevede l'occultamento o distruzione del corpo.







