di
Paolo Centofanti
Il nucleare italiano “sostenibile” passerà dai piccoli reattori nucleari modulari con l’obiettivo di arrivare a coprire al 2050 almeno l’11% del fabbisogno nazionale. Tempi lunghissimi e rimane il nodo dei costi, ma è un inizio
La Camera dei Deputati ha approvato oggi il disegno di legge 2669 dal titolo “Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile”, che punta a tracciare la via per il ritorno del nucleare in Italia dopo i referendum che sancirono negli anni ‘80 la fine dell’energia atomica in seguito alla catastrofe di Chernobyl. Il progetto del Governo punta a creare un quadro giuridico e rilanciare investimenti, affinché l’energia nucleare diventi una “stampella” da affiancare allo sviluppo delle fonti rinnovabili, per arrivare al 2050 a coprire almeno l’11% e fino al 22% del fabbisogno elettrico nazionale, per una potenza stimata compresa tra gli 8 e i 16 GW complessivi.Nel disegno di legge viene prevista l'istituzione di un'autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare. Per evitare le lungaggini burocratiche del passato, le autorizzazioni per la sperimentazione, costruzione ed esercizio saranno gestite tramite un “procedimento abilitativo integrato” di competenza del MASE, che sostituirà ogni altro atto di assenso (fatte salve le valutazioni ambientali VIA). I costi per l'intero ciclo di vita dei nuovi impianti, compresi lo smantellamento (decommissioning) e la gestione dei rifiuti radioattivi, saranno a totale carico dei soggetti privati che decideranno di investire nel nucleare. Verrà garantito il coinvolgimento dei territori tramite consultazioni con i Comuni e la previsione di misure di valorizzazione e compensazione economica (ristori), e ci sarà spazio per i Comuni anche di candidarsi per ospitare le nuove centrali.Se gli obiettivi sono chiari, sulla strada per arrivarci si profilano diversi ostacoli. Per “nucleare sostenibile” il Governo italiano si riferisce innanzitutto a impianti di terza generazione a fissione, e in particolare agli small modular reactor (gli SMR), in prospettiva agli advanced modular reactor di quarta generazione e sul lunghissimo periodo alla fusione nucleare. Si parla dunque di tempi piuttosto lunghi, considerando che ad oggi al mondo ci sono solo due reattori SMR sperimentali effettivamente attivi, uno in Cina e uno in Russia, e pochi altri progetti la cui costruzione è stata avviata (Cina, Russia e Canada). Sul fronte AMR, il progetto più noto è quello di TerraPower, la statua finanziata da Bill Gates. Non si tratta quindi - è bene chiarirlo - di soluzioni di breve periodo per rispondere all’attuale dipendenza dell’Italia dal gas o tantomeno per risolvere il problema del costo dell’energia in Italia.Resta infatti anche il dubbio sull’effettivo impatto positivo sul costo dell’energia del nucleare anche nel medio periodo: la tecnologia SMR è ancora di frontiera e poco industrializzata, comporta enormi rischi di ritardi e di sforamento dei budget e costi iniziali di sviluppo altissimi che la IEA valuta intorno ai 10.000 $/kW. Per molti scienziati ed esperti del settore il nucleare resta, dal punto di vista dei costi d'impianto, la fonte più costosa in assoluto.










