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08 giugno 2026 | 17.03

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Il Disegno di legge delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile ha compiuto un primo, significativo passaggio parlamentare con l’approvazione da parte dell’Aula della Camera dei deputati, che ha registrato 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astensioni. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato, dove proseguirà il suo iter legislativo. Il testo approvato alla Camera delinea un quadro normativo di delega piuttosto articolato, affidando al Governo il compito di adottare, attraverso successivi decreti attuativi, una disciplina organica per lo sviluppo della produzione di energia nucleare sostenibile in Italia. Tra gli ambiti di intervento individuati figurano, in particolare, la regolamentazione per la costruzione e l’esercizio di impianti nucleari di nuova generazione – tra cui i Small Modular Reactors (SMR) e gli Advanced Modular Reactors (AMR) – considerati tecnologie innovative in grado di garantire maggiore flessibilità e, potenzialmente, standard più elevati di sicurezza. Accanto a ciò, il disegno di legge affronta temi centrali quali la gestione del combustibile esaurito, la tutela della salute e della sicurezza, la gestione dei rifiuti radioattivi e la disattivazione (decommissioning) delle installazioni nucleari presenti sul territorio nazionale. Il provvedimento prevede inoltre misure volte alla formazione di personale altamente specializzato, riconoscendo la necessità di sviluppare competenze tecniche avanzate a supporto della filiera nucleare. Un ulteriore elemento rilevante è rappresentato dall’introduzione di meccanismi che favoriscono il coinvolgimento dei territori: il testo consente infatti ai Comuni di candidarsi volontariamente ad ospitare impianti nucleari, prevedendo contestualmente strumenti di incentivazione e compensazione. Parallelamente, viene valorizzato il ruolo dell’industria nazionale, con misure finalizzate a rafforzarne la partecipazione alla filiera tecnologica, con potenziali ricadute positive in termini di innovazione e competitività. Nel corso dell’esame parlamentare alla Camera, inoltre, il testo è stato oggetto di alcune modifiche, tra cui si segnalano quelle proposte, nell’ambito dell’attività della Direzione Affari Istituzionali, da Fincantieri. Tali emendamenti introducono un elemento di novità particolarmente significativo: il tema del cosiddetto “nucleare a mare”. In particolare, le modifiche approvate prevedono l’inserimento di una disciplina specifica relativa all’impiego dell’energia nucleare sostenibile a bordo delle navi. Questa previsione è stata integrata sia nell’oggetto della delega conferita al Governo, sia tra i principi e criteri direttivi ai quali l’Esecutivo dovrà attenersi nell’elaborazione dei decreti attuativi. In tal modo, viene formalmente riconosciuta la rilevanza strategica di applicazioni del nucleare nel settore marittimo, aprendo la strada allo sviluppo di soluzioni innovative per la propulsione navale. L’introduzione del nucleare a mare assume un particolare rilievo in un contesto in cui il settore dello shipping e dell’industria navale è chiamato a ridurre le emissioni e a perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale sempre più stringenti. Le tecnologie nucleari di nuova generazione applicate alle navi potrebbero rappresentare, almeno in prospettiva, un’opzione in grado di coniugare autonomia energetica e riduzione delle emissioni climalteranti. Infine, il fatto che, nel corso dell’esame in Aula, siano stati approvati soltanto due emendamenti di maggioranza conferisce ulteriore evidenza al peso specifico delle modifiche introdotte, tra cui quella promossa da Fincantieri. Ciò evidenzia il ruolo svolto nel seguire l’iter del provvedimento e nel contribuire all’inserimento di disposizioni ritenute strategiche per lo sviluppo del settore. L’esame al Senato costituirà ora l’occasione per un ulteriore approfondimento del testo, prima dell’eventuale approvazione definitiva e dell’avvio della fase attuativa affidata al Governo.