In un tempo in cui l’intelligenza artificiale domina il dibattito pubblico, cresce anche la consapevolezza dei suoi costi ambientali: non solo consumo di elettricità, ma anche di acqua, suolo, minerali critici. Secondo il rapporto Environmental Cost of AI's Energy Use: Carbon, Water and Land Footprints, pubblicato dall’United Nations University, entro il 2030 i data center globali che alimentano l’intelligenza artificiale potrebbero consumare 945 TWh di elettricità l’anno, quasi il triplo dei consumi elettrici annuali combinati di Pakistan, Bangladesh e Nigeria. L’impronta idrica associata arriverebbe a 9,3 trilioni di litri, pari ai bisogni domestici annui di base di 1,3 miliardi di persone dell’Africa subsahariana.
Eppure ci sono intelligenze naturali ben più improntate all’efficienza. A partire da quella delle piante, che sarà al centro dell’appuntamento Cooperazione e Intelligenze Naturali: è il titolo della lectio magistralis che il prof. Stefano Mancuso – scienziato e divulgatore, Professore ordinario presso l’Università di Firenze, ordinario dell’Accademia dei Georgofili, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale – terrà giovedì 18 giugno alle ore 11.30 presso la Sala Convegni dell’AC Hotel (Via Luciano Bausi, 5) a Firenze.













