Un nuovo resort di lusso, 1,6 miliardi di dollari di investimento e moti di protesta popolari. Siamo in Albania, dove i primissimi lavori per il complesso turistico sostenuto da Jared Kushner - genero di Donald Trump e marito di Ivanka, non nuovo a progetti di questo calibro - hanno sollevato le proteste dei gruppi ambientalisti che sostengono che i lavori siano iniziati in un’area costiera protetta. Gli oppositori hanno respinto l’offerta del primo ministro del paese “di discutere possibili soluzioni”. Tre giorni di protesta: in migliaia sono scesi in piazza a Tirana arrivando anche allo scontro con le autorità. Cartelli, slogan, anti-Trump e fenicotteri gonfiabili come simbolo dei temuti danni ambientali. “Dall’inizio alla fine c’è stata una totale mancanza di trasparenza”, ha dichiarato Aleksandr Trajce, direttore esecutivo del principale gruppo ambientalista del paese, la Protection and Preservation of the Natural Environment in Albania (PPNEA). “Non abbiamo visto alcuna consultazione pubblica né documentazione pubblica riguardo ai permessi. Quello che diciamo ora è: se rimuovono le ruspe, tolgono la recinzione e ripristinano gli habitat com’erano prima, allora possiamo iniziare a parlare”. Il resort sorgerebbe di fatto non solo sull'isolotto di Sazan, ma lungo gli habitat costieri del parco nazionale marino.Il primo ministro Edi Rama ha difeso il progetto in un lungo post su X: "Non c’è assolutamente alcuna possibilità che l’investimento venga fermato finché ci sarò io", assicura. Il primo ministro ha invitato a informarsi sulla holding investitrice del progetto, "per vedere che danno state facendo all'Albania, mostrandovi poco ospitali verso un investimento di 4 miliardi di euro, che sarà realizzato dalla compagnia «Assets», parte di Power Holding! Cliccate, cliccate".