Nel tempo gli impianti transcatetere di valvola aortica (TAVI) si sono rapidamente espansi fino a includere pazienti a rischio intermedio e basso, estendendone l'uso a individui più giovani con un'aspettativa di vita più lunga. A fronte di questi volumi crescenti di pazienti sono parallelamente aumentate le preoccupazioni riguardo la durata a lungo termine delle valvole cardiache transcatetere (THV) - che sono tutte bioprotesiche e inclini al deterioramento strutturale della valvola - e per le quali si prevede la necessità di un nuovo intervento.

La redo-TAVI è un’innovativa procedura che consiste nell'impianto di una nuova protesi transcatetere in una precedente già impiantata ed andata incontro a degenerazione strutturale in modo da evitare interventi chirurgici complessi e ad alto rischio.

Il registro “ReTAVI”

Sono stati pubblicati su «Eurointervention» con il titolo “Early outcomes of redo-TAVI with the SAPIEN 3 platform: the prospective, multicentre ReTAVI registry” i risultati dello studio coordinato dal Prof. Giuseppe Tarantini del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica e direttore dell’UOSD Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, che ha coinvolto 59 centri in Europa e nel mondo volto a redigere il registro “ReTAVI” per valutare sistematicamente i risultati della redo-TAVI.