Crescono le opportunità di procedure mini-invasive e di tecniche diagnostiche sempre più avanzate. Ma i numeri degli interventi dicono che l’aumento è lento, se non si considerano le innovazioni più recenti come i trattamenti di riparazione della valvola mitrale, o comunque i trattamenti appaiono stabilizzati. In certi casi con soddisfazione degli operatori, visto che la sostanziale conferma delle cifre delle angioplastiche coronariche rispetto all’anno precedente si può leggere come una buona notizia per le arterie dei connazionali, sempre più protette dalla prevenzione mirata sui fattori di rischio. A disegnare il quadro sono gli esperti della Società italiana di Cardiologia interventistica (Gise), sulla scorta delle informazioni raccolte nel report annuale.
Nel 2024, il numero totale di centri di cardiologia interventistica che hanno partecipato alla raccolta dei dati relativi a 255, pari al 93% di quelle attive in Italia. Le cifre di tutto il settore degli interventi sul cuore senza il classico bisturi vengono presentati al convegno “Think Hearth Whit Gise. Dal dato alla cura: strategie per un equo accesso” al ministero della Salute.
Prevenzione dell’ictus, riparazione delle valvole: cosa si può fare con la cardiologia interventistica







