L'ospedale Madre Teresa di Calcutta entra così tra le prime strutture in Italia e in Europa ad adottare un dispositivo che, in un colpo solo, protegge il paziente dalle aritmie cardiache gravi
domenica 7 giugno 2026
di Giovanni Brunoro
MONSELICE - Cardiologia di eccellenza: eseguito nei giorni scorsi agli Ospedali Riuniti Padova Sud il primo impianto dell'elettrocatetere transvenoso da defibrillazione più sottile al mondo. È un filo di 1,5 millimetri di diametro. L'ospedale Madre Teresa di Calcutta entra così tra le prime strutture in Italia e in Europa ad adottare un dispositivo che, in un colpo solo, protegge il paziente dalle aritmie cardiache gravi, cioè quei disturbi del ritmo del cuore che possono diventare fatali, e dall'altro aiuta il cuore a lavorare in modo più coordinato, migliorandone la capacità di pompa.
L'OPERAZIONE La procedura ha riguardato una paziente con scompenso secondario a una severa cardiomiopatia dilatativa, malattia che gonfia il ventricolo sinistro e ne compromette progressivamente la capacità di pompare il sangue. A condurre l'intervento è stata l'équipe di elettrofisiologia formata dal dottor Giuseppe Sammarco e dalle dottoresse Alice Ronsisvalle e Sonia Ferretto, con il sostegno del personale infermieristico. «Questa tecnologia all'avanguardia assicura allo stesso tempo la protezione da aritmie maligne e la resincronizzazione cardiaca, con l'impiego di un singolo catetere», spiega Gianluca Rigatelli, direttore dell'unità operativa complessa di Cardiologia. Una novità rispetto agli apparecchi finora disponibili, «che richiedevano l'impianto di più cateteri e di generatori di maggiori dimensioni», aggiunge il primario, tra i ricercatori più citati al mondo nel campo cardiovascolare secondo la Stanford University. Il diametro ridotto è il vero punto di forza. Le soluzioni tradizionali, più ingombranti, possono accrescere il rischio di complicanze a carico del sistema venoso o della valvola tricuspide; il microcatetere, privo di spazi vuoti interni, abbatte questo pericolo e si presta anche ai soggetti più giovani. Una volta posizionato, sorveglia ogni battito per tutta la vita del portatore ed eroga, quando serve, lo shock in grado di fermare un'aritmia ventricolare. È proprio la morte improvvisa il bersaglio. Da non confondere con l'infarto, si manifesta quando il muscolo smette all'istante di spingere il sangue: senza un soccorso immediato la perdita di coscienza precede la fine in pochi minuti. Da noi se ne contano circa 50mila casi l'anno, stima la Società italiana di cardiologia, e la sopravvivenza a un arresto resta sotto un episodio su dieci. I defibrillatori impiantabili sono ormai centrali nei pazienti ad alto rischio. Per chi convive con una cardiomiopatia dilatativa la prognosi è cambiata: farmaci di nuova generazione e presidi impiantabili hanno allungato di molto l'attesa di vita, riducendo il ricorso al trapianto. La resincronizzazione, in particolare, rimette in fase le pareti del ventricolo quando un ritardo della conduzione elettrica le fa contrarre in ordine sparso. Il debutto del microcatetere si somma alle dotazioni già in uso negli ospedali dell'Ulss 6 Euganea. Nelle sale di Schiavonia, punto di riferimento per le cardiopatie congenite dell'adulto e le coronaropatie complesse, ogni anno si eseguono circa 1.100 procedure di emodinamica e 500 di elettrofisiologia, tra ablazioni e impianti di pacemaker e defibrillatori.






