Piccolo come mai prima, spesso appena un millimetro e mezzo. Eppure in grado di monitorare il ritmo cardiaco ed erogare impulsi elettrici per interrompere aritmie ed evitare che il cuore si fermi. Si chiama Omnia Secure ed è il catetere da defibrillazione più piccolo al mondo. Rappresenta una delle innovazioni più significative nel campo della defibrillazione cardiaca impiantabile ed è stato utilizzato per la prima volta all’ospedale di Lecco. Il nuovo catetere è ultrasottile, circa il 64% più sottile dei cateteri da defibrillazione tradizionale. Inoltre non ha alcun lume, cioè non ha alcun foro interno: significa una riduzione dei rischi, come ad esempio infezioni, oltre che a livello venoso o di valvola tricuspide, ma anche una maggior durata, perché più resistente. L’impianto è stato eseguito su un paziente di 75 anni che era stato ricoverato al Manzoni perché affetto da uno scompenso cardiaco secondario. Presentava un quadro clinico complesso: una cardiomiopatia dilatativa post-ischemica avanzata e aveva già un pacemaker definitivo che non bastava più. L’intervento è stato eseguito dai cardiologi Antonio Pani (responsabile della struttura di Aritmologia ed Elettrofisiologia), Roberta Brambilla, Laura Frigerio e Francesco Panzeri, con il supporto degli infermieri e dei tecnici Valentina Padrenostro, Elisa Paradiso, Roberto Di Stefano e Ilaria Maini. Sono tra i primi in Europa ad adottare questa tecnologia. "Ne siamo orgogliosi - dice Andrea Farina, primario Cardiologia -. C’è la volontà di mantenere il nostro ospedale ad alti livelli".
Cardiologia da primato. Impiantato minicatetere da defibrillazione
Lecco, intervento al Manzoni all’avanguardia in Europa









