Il governo federale ripresenterà la propria candidatura fra otto anni. Nessuna offesa, nessun muso lungo. "Questo risultato non cambia i compiti che ci attendono alle Nazioni Unite", ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz commentando il fallimento della candidatura tedesca a uno dei due seggi non permanenti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di solito riservati a Paesi europei. "La Germania rimane un pilastro affidabile del sistema multilaterale. Ci assumeremo questa responsabilità con determinazione". Il capo del governo tedesco ha incassato la sconfitta con classe. Di più. Merz si è congratulato con il Portogallo e l’Austria, le due nazioni europee passate davanti alla Germania con rispettivamente 134 e 131 voti assegnati dagli altri Paesi Onu contro i soli 104 ottenuti dai rappresentanti di Berlino. Ad aggiungere un pizzico di crudeltà alla disfatta tedesca, la circostanza che ad annunciare il risultato del voto dell’Assemblea Generale sia stata la sua presidente, da settembre 2025 l’ex ministra degli Esteri della Germania Annalena Baerbock, che ha fatto grandi sforzi per sorridere ma appariva chiaramente delusa.

Eppure Merz ci aveva sperato: forse perché le cose a casa non vanno tanto bene per il suo governo considerato dai sondaggisti il più impopolare di sempre, o forse perché un posto al sole nel massimo organo decisionale del Palazzo di Vetro si appunta sempre con orgoglio al bavero delle relazioni internazionali. Sta di fatto che il cancelliere aveva spedito il suo fidato ministro degli Esteri Johann Wadephul a New York a sostenere la causa della Germania. E poi nella logica tedesca quel posto spettava a Berlino quasi di diritto: d’altronde la Repubblica federale non è solo la quarta potenza economica mondiale ma anche il quarto più generoso finanziatore delle Nazioni Unite dopo Stati Uniti, Cina, e Giappone, davanti a Regno Unito, Francia e Italia (che è settima). La sconfitta subita all’Assemblea Generale e proclamata da Frau Baerbock brucia poi tanto di più in virtù del soprannome attribuito a Merz dai media: Außenkanzler, il cancelliere degli esteri.