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Paolo Centofanti

La Commissione Europea ha presentato il suo pacchetto di proposte per rilanciare la sovranità tecnologica del vecchio continente: dal Chip Act 2.0, all'utilizzo dell'IA nel sistema energetico europeo, il pacchetto punta a mobilitare centinaia di miliardi di euro di investimenti

La Commissione europea ha presentato il pacchetto sulla sovranità tecnologica, un insieme di proposte di legge volte a rilanciare investimenti per colmare il gap tecnologico accumulato dal vecchio continente in settori chiave come la produzione di chip avanzati, lo sviluppo delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, la digitalizzazione del sistema energetico e l'indipendenza nello sviluppo del software grazie all'open source. Il pacchetto si articola su quattro misure chiave e nel complesso si punta a mobilitare finanziamenti dell'ordine delle centinaia di miliardi di euro."Non possiamo permetterci di dipendere da altri per le tecnologie che mantengono in funzione i nostri ospedali, le nostre reti energetiche stabili e i nostri servizi sicuri" ha dichiarato la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. "Si tratta di proteggere i nostri cittadini, difendere i nostri interessi e fare le nostre scelte. L'Europa ha il talento, l'eccellenza della ricerca, la base industriale e il mercato unico. Insieme, dobbiamo trasformare questi punti di forza in sovranità tecnologica".E quindi come raggiungere questi obiettivi? Il pacchetto si articola su diverse misure, tra cui due proposte di legge. La prima è il "Chip Act 2.0" che punta a proseguire sulla strada di creare una catena di approvvigionamento per la produzione di processori avanzati in Europa, stimolando investimenti, ma anche la domanda. Tra gli elementi principali della proposta di legge ci sono il sostegno alla creazione di linee pilota per testare e validare tecnologie d'avanguardia, come i nodi sotto i 5 nanometri, prima della produzione di massa, sviluppo di librerie di progettazione e impianti di produzione per chip quantistici e circuiti integrati fotonici e soprattutto priorità assoluta alla creazione in Europa di una fonderia "aperta", cioè a servizio di diverse aziende, capace di produrre chip con nodi da 3 nanometri e inferiori rivolti alle infrastrutture per l'IA. Nella visione della Commissione sarà il primo impianto nell'UE a combinare la produzione di chip a nodi avanzati con l'integrazione di chiplet e il packaging 3D avanzato, con avvio di una linea pilota entro il 2033. Gli investimenti stimati per realizzare tutto ciò ammontano a 120 miliardi di euro, che in parte arriveranno dal Fondo Europeo per la Competitività. Il cuore del pacchetto è però la proposta di legge "Cloud and AI Development Act (CADA)" che, come suggerisce il nome, punta allo sviluppo di soluzioni e infrastrutture europee per l'IA. Il provvedimento si pone obiettivi decisamente ambiziosi da raggiungere entro il 2030 - 2035, come il triplicare la capacità dei data center dell'UE entro i prossimi 5 -7 anni per soddisfare la crescente domanda guidata dall'intelligenza artificiale, grazie anche ad una riduzione dei tempi per i permessi per la costruzione di nuovi data center (meno di 18 mesi in tutta l'UE), e assicurare che il settore pubblico e per i casi d'uso critici vengano utilizzati servizi cloud e IA sovrani per proteggere la riservatezza dei dati e l'autonomia operativa.Un punto chiave dello sviluppo dell'industria europea dell'IA passa dalla ricerca di soluzioni sostenibili dal punto di vista energetico. E a questo proposito il pacchetto include una roadmap per la digitalizzazione della rete elettrica a livello dell'Unione Europea, per creare un sistema energetico digitale, interconnesso e sovrano, in cui l'intelligenza artificiale supporti la fornitura di "energia sicura, pulita e competitiva". La Commissione stima che al 2030 il fabbisogno di energia per i data center per l'intelligenza artificiale in Europa raggiungerà i 28 GW, che dovrà essere coperto con energia pulita. Perché ciò avvenga, la Commissione propone un rating di sostenibilità per i data center da una parte, e un modello di accordo tra autorità pubbliche, operatori di data center e attori del settore energetico dall'altra per integrare in modo sostenibile queste infrastrutture nel sistema energetico europeo. La Commissione punta inoltre alla definizione di un quadro UE per semplificare lo scambio di dati energetici oltre frontiera, necessario per servizi come la ricarica intelligente dei veicoli elettrici e la flessibilità della domanda, e lo sviluppo di modelli di IA "fondamentali" per la gestione e la pianificazione della rete, utili per previsioni, gestione della congestione e rilevamento dei guasti.Ultimo pilastro del pacchetto di misure la strategia per l'Open Source, che punta a mobilitare il patrimonio di oltre 3 milioni di sviluppatori che contribuiscono a progetti a codice aperto in Europa, sostenendo lo sviluppo di alternative open source in settori prioritari quali il cloud, l'IA, le tecnologie Internet, la cybersicurezza e i semiconduttori. Si punterà inoltre a incentivare sempre più l’utilizzo di soluzione open source all’interno delle istituzioni pubbliche e negli appalti per le pubbliche amministrazioni.