Roma, 3 giugno 2026 – La Commissione europea prova a trasformare la sovranità tecnologica da slogan politico a criteri operativi per cloud, chip, intelligenza artificiale, open source e reti energetiche con un nuovo ampio pacchetto presentato il 3 giugno a Bruxelles. Nello specifico, l’esecutivo UE prevede due proposte legislative su microchip e infrastrutture per l’IA, una strategia europea per l’open source e una tabella di marcia strategica dedicata al rapporto tra digitalizzazione ed energia.
Il lavoro della Commissione sulla sovranità tecnologica segue tenta di fornire una risposta ai timori crescenti all’interno dell’UE derivanti dal rischio dell’impiego di tecnologie provenienti da fornitori stranieri che potrebbero essere "utilizzate come arma" contro gli europei. Come sottolinea un’analisi dell’Associated Press, tali timori si sono concretizzati dopo che il procuratore capo della Corte penale internazionale è stato sanzionato dall'amministrazione Trump, il che ha portato Microsoft a cancellare il suo account di posta elettronica, alimentando il timore di un "interruttore di sicurezza" nascosto nei servizi tecnologici statunitensi.
Per la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, la nuova strategia non va letta come una chiusura del mercato europeo. “La sovranità tecnologica non significa protezionismo. L’Europa continua a fondarsi sull’apertura, la collaborazione e la concorrenza leale”, ha dichiarato in conferenza stampa parlando al fianco del commissario all’Energia, Dan Jørgensen. Allo stesso tempo, ha aggiunto, l’Unione vuole “essere in grado di compiere le proprie scelte, evitando dipendenze rischiose da singoli fornitori dominanti, da una singola azienda o da un singolo Paese terzo”.










