Giustizia
Giovanni M. Jacobazzi
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Tutto regolare. Il Fatto Quotidiano ha riportato circostanze non vere. A dirlo in un comunicato, con cui dava conto di aver inviato il supplemento istruttoria al Ministero della giustizia, è stata ieri Francesca Nanni, procuratrice generale di Milano. La vicenda della grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti si è dunque rivelata un clamoroso caso di cattiva, anzi, pessima informazione. Per settimane, infatti, l’opinione pubblica è stata bombardata dalle ricostruzioni del giornale diretto da Marco Travaglio che lasciavano intendere l’esistenza di gravissime anomalie nell’iter che aveva portato alla concessione del provvedimento, fino al punto di insinuare dubbi persino nelle più alte istituzioni dello Stato. Ieri, però, le conclusioni dei magistrati milanesi hanno raccontato una storia completamente diversa.
Nanni, l’avvocata generale Lucilla Tontodonati e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, hanno comunicato che gli accertamenti svolti successivamente alle notizie pubblicate dalla stampa hanno escluso la fondatezza delle principali accuse circolate nelle ultime settimane. Secondo le toghe, i fatti riportati nelle notizie che avevano originato il supplemento istruttorio non corrispondono al vero e non sono emersi elementi in contrasto con il quadro probatorio già acquisito durante il procedimento che ha portato alla grazia. Le verifiche effettuate hanno escluso procedimenti giudiziari, pendenze o indagini a carico di Minetti e del marito Giuseppe Cipriani in Uruguay e Spagna. È stata inoltre confermata la regolarità dell’adozione del minore, già riconosciuta in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia. Particolarmente significativa è la smentita relativa al presunto mistero legato alla morte di un avvocato in Uruguay. La Procura ha chiarito che il professionista deceduto non era il legale dei genitori biologici del minore adottato, bensì quello dello stesso bambino, favorevole all’adozione. Inoltre, secondo il Procuratore della Repubblica uruguaiano, non esiste alcuna ipotesi di reato collegata a quel decesso. Anche sul piano sanitario gli accertamenti hanno confermato il grave quadro clinico del minore, seguito dal Boston Children’s Hospital, nonché i consulti effettuati presso altre strutture specialistiche negli Stati Uniti e in Italia. Sono stati inoltre confermati sia l’impegno nel volontariato sia la stabile presenza di Minetti in Italia dal 2024.










