La grazia Per la Procura generale di Milano la donna non ha organizzato feste con escort in Uruguay. Gli atti trasmessi a Nordio e poi al Quirinale

«Dagli accertamenti svolti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito», sulla domanda di grazia di Nicole Minetti.

LA PROCURATRICE GENERALE di Milano Francesca Nanni mette fine alla complessa vicenda della grazia all’ex igienista dentale di Berlusconi, che ha ottenuto a febbraio l’atto di clemenza da Sergio Mattarella dopo un primo parere favorevole della magistratura milanese. A fine aprile alcuni articoli del Fatto quotidiano avevano messo in dubbio sia la «radicale presa di distanza dal passato deviante», alludendo a feste con escort nella villa in Uruguay del compagno Giuseppe Cipriani; sia l’iter che aveva portato all’adozione di un bambino uruguaiano, le cui condizioni di salute sono alla base della concessione della grazia. In particolare si era parlato della morte in circostanze sospette del legale che seguiva i genitori biologici del minore.

NELLA NOTA DIFFUSA IERI, una sintesi dell’atto assai più corposo inviato al ministero della Giustizia, Nanni smonta praticamente tutti i dubbi sollevati dal quotidiano diretto da Travaglio. «Contrariamente a quanto riportato, risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma il legale di quest’ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore». Non emergono, poi, «irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia».