Nessun passo indietro su Nicole Minetti, con la procura generale di Milano che dà un nuovo parere positivo - dopo quello già emesso lo scorso febbraio - sulla grazia concessa all’ex consigliera regionale lombarda. Dagli accertamenti svolti, scrive in una nota il procuratore generale di Milano Francesca Nanni, “risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito".La relazione della procura generale di Milano è passata per qualche ora dalla scrivania dei tecnici del ministero della Giustizia, per poi essere trasmessa al Quirinale. Era stato lo stesso Sergio Mattarella a chiedere nuove verifiche dopo gli articoli pubblicati dal Fatto Quotidiano.Nella nota firmata oggi (3 giugno) da Nanni si ricostruisce tutto il percorso con cui si è arrivati ai nuovi accertamenti delegati ai Carabinieri e all'Interpol "per controllare la verità del contenuto delle notizie di stampa originariamente apparse su un quotidiano ('II Fatto Quotidiano'), nonché per verificare le ulteriori notizie successivamente pubblicate". La Pg fa presente che nel procedimento che aveva portato alla grazia l'Ufficio diretto da Nanni si è attenuto "ai principi affermati dalla Corte costituzionale”.Poi nella relazione si affrontano i punti più controversi e contestati intorno alla grazia a Minetti. Festini a base di droga non ci sarebbero stati perché le dichiarazioni della massaggiatrice Graciela Mabel De Los Santos Torres rilasciate al Fatto sull’ex consigliera di Forza Italia “risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti”.Ancora: "il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma si tratta del legale di quest'ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore; il Procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito, in relazione al decesso del legale del minore, che non vi sono ipotesi di reato". Inoltre, sempre secondo la procura generale di Milano, "non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia; non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”.Inoltre, è "confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children's Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie, nonché confermato iI previo consulto presso strutture ospedaliere di Cleveland e New York, oltre che in Italia". E ancora: "Confermato il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay".