Crimini orrendi come quelli di Amendolara non possono e non devono alimentare divisioni politiche, ma sollecitare interventi normativi sui quali realizzare la migliore convergenza possibile tra le forze democratiche, pena un rinvio sine die di soluzioni a cui anche il legislatore regionale deve lavorare da subito.
Davide Tavernise, dirigente apicale del M5S che consigliere a Palazzo Campanella lo è stato per tutta la scorsa legislatura e che conosce bene la Sibaritide, riporta al centro del dibattito una proposta su cui bisognerebbe ragionare in maniera bipartisan, tenendo a freno gli istinti di una burocrazia che spesso frena le migliori intenzioni, creando distacco avvilente tra la decisione politica e la sua concreta attuazione.
Tavernise, prima di tutto, che sta succedendo nella Sibaritide: Amendolara è un caso isolato o è il tassello di un sistema?
“È solo il tassello di un sistema che dura da almeno venti anni. Migliaia di persone vengono sfruttate quotidianamente in inverno ed estate. In inverno arance e mandarini, estate le fragole. Piana di Sibari inverno, e in estate Policoro e Scanzano. Partono ammassati nei furgoni alle 4 del mattino e ritornano alle 16 del pomeriggio. 12 ore dopo la partenza. Molti fanno parte di cooperative agricole che lavorano per grandi proprietari terrieri e spesso pagano di tasca loro il viaggio tutti i giorni. Quasi tutti lavorano a nero e chi è assunto spesso deve restituire una parte dello stipendio al suo caporale”.














