È intitolata “Quello che non c’è” Archivissima 2026. Non c’è, per esempio, un archivio completo dell’imprenditore, finanziere, e collezionista Riccardo Gualino (Biella, 1879–Firenze 1964). A questa “mancanza” è dedicato lo spettacolo di e con Luca Scarlini “L’eredità negata. Ritratto di Riccardo Gualino tra Torino e il mondo”, che domenica alle 19,30 chiude il festival alle Gallerie d’Italia.

«Gualino a Torino non c’è. La città, per certi versi centrale nella sua vita, l’ha trattato male. Non gli hanno dedicato nemmeno una via e la casa storica di via Galliari è stata ricostruita – dice Scarlini–. Le sue scuderie a Mirafiori vennero demolite da ‘milizie’ di muratori assistite da un uomo in posa mussoliniana, come documenta il filmato digitalizzato dal Museo del Cinema che mostrerò». Su quel sito nascerà nel 1939 il nuovo stabilimento Fiat. Sulle pareti della Sala immersiva scorreranno fotografie accompagnate dalle musiche di Rossini e dalla voce della soprano Conchita Supervia. Non esiste un testo, tutto nasce dall’improvvisazione dell’autore, che commenterà le immagini.

«Lo spettacolo, una sorta di evocazione, o di trasmissione radiofonica dal vivo, si basa sul recupero di quanto si può avere a Torino. Ovvero, materiali sparsi tra la sede cittadina della Banca d’Italia, archivi privati e quello del Politecnico. Lì si conserva il progetto degli architetti Busiri Vici per la casa museo che l’imprenditore voleva costruire in collina, ma che dopo la sua rovina cambiò destinazione». È il complesso noto come Villa Gualino, già colonia elioterapica, poi sede della Fondazione Europea per la Formazione, che potrebbe ora essere trasformato in residenza di lusso per anziani.