di

Dimitri Canello

Il piccolo salvato da due infermieri vicentini: secondo la denuncia sul velivolo Ryanair mancavano la maschera facciale e la bombola di ossigeno era scarica. Nonostante le segnalazioni la compagnia aerea non ha mai risposto

L’intervento dei due infermieri vicentini che hanno salvato la vita a un bambino di appena 13 mesi durante un volo diretto in Marocco approda in Parlamento. I deputati di Alleanza Verdi e Sinistra Luana Zanella e Francesco Emilio Borrelli hanno infatti presentato un’interrogazione ai ministri della Salute Orazio Schillaci e dei Trasporti Matteo Salvini per chiedere verifiche sulle dotazioni sanitarie presenti a bordo degli aerei commerciali. Al centro della richiesta c’è proprio quanto accaduto a inizio maggio su un volo Ryanair partito da Bergamo e diretto a Marrakech, dove Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini, infermieri in servizio all’ospedale di Arzignano e nel sistema di emergenza-urgenza dell’Usl 8 Berica, sono intervenuti per soccorrere un piccolo passeggero in arresto respiratorio.

Il raccontoSecondo quanto denunciato nell’interrogazione, il kit medico di bordo si sarebbe rivelato gravemente carente: palloni autoespandibili senza maschere facciali, una bombola di ossigeno scarica, assenza di dispositivi adeguati per i pazienti pediatrici e un defibrillatore utilizzabile soltanto sugli adulti. Per questo i parlamentari chiedono maggiori controlli e un aggiornamento degli standard minimi di sicurezza sanitaria sugli aeromobili. «Mancavano circa quaranta minuti all’atterraggio quando il personale di bordo ha chiesto assistenza medica», ha raccontato Riccardo Marchetto. «Io e mia moglie ci siamo alzati subito e abbiamo visto una donna che ci ha affidato il figlio di tredici mesi. Era cianotico, senza tono muscolare e non respirava».