HomeCesenaCronacaStudente sfregiato da baby gang. Otto ragazzini rinviati a giudizioFinisce davanti ai giudici del tribunale dei minori la sanguinosa aggressione di un anno fa nel giardino dell’istituto agrario. Un 15enne fu ferito gravemente al volto da una banda di coetanei per un debito di droga.Finisce davanti ai giudici del tribunale dei minori la sanguinosa aggressione di un anno fa nel giardino dell’istituto agrario. Un 15enne fu ferito gravemente al volto da una banda di coetanei per un debito di droga.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSuccede tutto in meno di dieci secondi. Nascosti tra gli alberi, escono fuori di corsa, chi col passamontagna, chi incappucciato, mentre la vittima indietreggia. Un agguato fulmineo, e uno di loro tira fuori il machete, lo usa contro quel ragazzino, tagliandogli dita e viso, poi la fuga. È la sequenza mostrata nel video delle telecamere di sorveglianza, nel parco dell’Agraria di Cesena, che hanno ripreso l’aggressione che ha tolto il futuro al piccolo studente dell’Aeronautico di Forlì: ora, come ha raccontato la mamma con un lungo sfogo al Carlino, il pilota d’aereo non potrà farlo più.

Sul fronte processo, però, ora le cose si muovono: il pm Simone Purgato della Procura dei minori di Bologna ha rinviato a giudizio tutti i ragazzini - cesenati, tutti tra i 15 e i 17 anni - accusati di aver messo in atto quella che appare a tutti gli effetti come una vera e propria spedizione punitiva. Il fatto risale al 15 aprile 2025. Gravi le accuse contestate, tra cui lo sfregio permanente e le lesioni gravissime. Il rinvio a giudizio era un passaggio molto atteso dalla famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Gabriele Bordoni. Passaggio che "certo non rappresenta una conclusione, ma è un passo avanti importante di un lungo percorso – le parole della mamma del 15enne –. Dopo un anno di attesa, sapere che almeno ci sarà un processo, e quindi un approfondimento dei fatti, restituisce un po’ di fiducia sul fronte della verità, che merita di essere cercata e ascoltata". Non una vittoria, però, perché "nessun provvedimento potrà mai cancellare tutto quello che oggi stiamo passando e che passeremo per molto tempo. Ma almeno è un segnale che tutto ciò che è stato denunciato è stato ritenuto meritevole di essere esaminato davanti a un tribunale. Sarà la giustizia poi a fare il suo corso. Per troppo tempo – sottolinea la mamma della vittima – abbiamo convissuto con la rabbia e il dolore per tutto quello che è accaduto e mi auguro che questo processo possa essere un’occasione per tutti di verità, assunzione di responsabilità e riflessione sulle conseguenze che certe azioni possono avere sulle vite degli altri. Nessuno può cambiare il passato. Ma ciascuno può scegliere come affrontarlo".