CONEGLIANO - Picchiati, minacciati con un coltello, rapinati e fatti inginocchiare fuori da scuola. Pensavano di completare una colletta per un regalo di compleanno. Invece si sono trovati al centro di una vera e propria spedizione punitiva. È quanto accaduto il 28 marzo davanti all'istituto enologico Cerletti di Conegliano. Le vittime sono due studenti di 16 anni. Avevano appuntamento con una ragazza per farsi restituire 10 euro anticipati per un regalo. Ma al suo posto si sono presentati tre ragazzi tra i 16 e i 17 anni, studenti in altri istituti, figli di famiglie originarie della Romania, dell'Albania e del Marocco, tutti incensurati, che hanno fatto inginocchiare i due 16enni, li hanno schiaffeggiati e sotto la minaccia di un coltello li hanno costretti a consegnare loro tutti i soldi. Non solo. Alla fine i rapinatori hanno lanciato anche un pesante avvertimento: «Non sognatevi di fare alcuna denuncia, altrimenti poi ne pagherete le conseguenze e finirete male».

Il giorno stesso i due 16enni hanno parlato con un insegnante del Cerletti. E di seguito si sono rivolti al commissariato di polizia. C'è timore, ma anche la consapevolezza di aver fatto la cosa giusta. Dopo la denuncia, sono partite le indagini. Come emerso da queste, i tre rapinatori provengono dalla zona di Pieve di Soligo. Due di loro hanno accerchiato le vittime. Mentre il terzo faceva da palo. La violenza si è consumata in pochi attimi tra la fermata dell'autobus e l'ingresso della scuola. Non è chiaro se sia stata proprio la ragazza con la quale i due studenti del Cerletti avevano appuntamento a dire ai 3 giovani di andare lì al posto suo. Quel che è certo è che ne è nata una spedizione punitiva. Stando a quanto ricostruito fino ad ora, i due gruppi non si conoscevano direttamente. Fatto sta che i rapinatori sono passati subito dalle parole ai fatti. Il primo si è scagliato contro uno dei due studenti, mettendolo in ginocchio e colpendolo ripetutamente alla testa. Mentre un altro ha tirato fuori un coltello e si è rivolto alla seconda vittima: «Dammi tutti i tuoi soldi», gli ha detto, costringendolo ad aprire lo zaino e il portafogli. Con le mani tremanti, il 16enne gli ha consegnato 40 euro in contanti. Poi le minacce di non dire nulla alle forze dell'ordine, altrimenti ci sarebbero state delle ritorsioni.