Si terrà il 24 novembre l’udienza preliminare per la terribile aggressione con machete allo studente 15enne di Medicina: otto i ragazzini rinviati a giudizio dal pm Simone Purgato. Lo studente, iscritto all’Aeronautico di Forlì, è rimasto sfregiato in seguito all’agguato nel parco della scuola agraria di Cesena, una sorta di spedizione punitiva messa in atto dal branco. "In quella sede interverrò per il ragazzo e i suoi genitori, quali persone offese – le parole dell’avvocato Gabriele Bordoni, che assiste la famiglia della vittima –. Credo che tutto possa definirsi in quella sede, ma farò certamente rilevare l’atteggiamento sfuggente o persino la totale assenza di segnali concreti di pentimento o scuse da parte degli imputati e delle loro famiglie. Il fatto è gravissimo; non comprenderlo appieno e non tenersi di conseguenza è inaccettabile".

"Le lesioni alla mano e al volto non hanno colpito solo il suo corpo – così i genitori della vittima in una lunga lettera affidata al Carlino –, hanno spezzato il percorso che stava costruendo con entusiasmo e sacrificio suo e della sua famiglia". Perché, dopo quell’aggressione terribile, il ragazzino "ha dovuto cambiare scuola, rinunciare alla vita del convitto che amava, abbandonare progetti, amicizie, prospettive e quella serenità che ogni ragazzo dovrebbe avere il diritto di vivere. E forse è questa la ferita più difficile da spiegare: non solo ciò che gli è stato fatto quel giorno, ma tutto ciò che gli è stato tolto dopo. Perché quando si distruggono i sogni di un ragazzo, non si ferisce solo il presente. Si cambia per sempre il futuro che aveva immaginato e che meritava di costruire". Lui sognava di fare il pilota d’aereo. Un sogno che si è spezzato quando nell’aggressione è rimasto ferito anche a una mano.