La mamma del ragazzino: “Mio figlio sognava di diventare pilota di aereo. Aveva scelto una scuola, una strada, un futuro che desiderava profondamente e che si meritava. Quel sogno gli è stato strappato via"Bologna, 24 maggio 2026 – “Mio figlio sognava di diventare pilota di aereo. Aveva scelto una scuola, una strada, un futuro che desiderava profondamente e che si meritava. Quel sogno gli è stato strappato via. Ha dovuto cambiare scuola, rinunciare alla vita del convitto che amava, abbandonare progetti, amicizie, prospettive. E forse è questa la ferita più difficile da spiegare: non solo ciò che gli è stato fatto quel giorno, ma tutto ciò che gli è stato tolto dopo: il futuro che aveva immaginato e che meritava di costruire”.
È trascorso più di un anno da quando suo figlio, di Medicina (provincia di Bologna), studente 15enne all’aeronautico di Forlì, fu aggredito nel parco dell’istituto agrario ‘Garibaldi’ di Cesena in una spedizione punitiva messa in atto - per un presunto e pretestuoso debito di droga - da ragazzi della sua età a colpi di machete, manganello e coltello: ha subito la lesione di tre dita, poi quel fendente al volto, un taglio partito dall’orecchio che ha attraversato la guancia sinistra e lo ha costretto a un delicato intervento chirurgico maxillofacciale. Per quel fatto sono indagati 8 minorenni cesenati tra i 15 e i 17 anni (pm Simone Purgato). Il fatto risale al 15 aprile 2025. Gravi le accuse contestate, tra cui lo sfregio permanente e le lesioni gravissime. Ma sul fronte processo ancora si attende l’udienza. “La giustizia minorile ha da sempre un fine di recupero, non di punizione – spiega l’avvocato Gabriele Bordoni, che assiste la famiglia –. Ma di fronte a fatti come questo, indelebili per la vittima, almeno che il recupero dei colpevoli sia davvero ottenuto, non solo tentato”. Studente di 15 anni di Medicina aggredito da un gruppo di coetanei nel parco della scuola agraria di Cesena, il 15 aprile 2025






