Aron D’Souza (foto enchanced.com)
Aron D’Souza sa come far parlare di sé. La rivista Time lo ha inserito tra i 100 leader più influenti nel mondo della salute nel 2025. E negli ultimi mesi due sue iniziative hanno suscitato grandi dibattiti: gli Enhanced Games – le ‘Olimpiadi del doping’ – e una startup di intelligenza artificiale, lanciata da poche settimane, che vuole diventare il tribunale dell’IA per giornalisti.
Gli Enhanced Games si sono svolti il 24 maggio a Las Vegas e prevedevano competizioni in discipline come nuoto, sollevamento pesi e atletica leggera. Gli atleti potevano assumere doping per tentare di stabilire nuovi record mondiali. L’Agenzia mondiale antidoping (Wada) ha dichiarato che la manifestazione “mette seriamente a rischio la sicurezza degli atleti e mina alla base i valori cardine dello sport”. A marzo, il ceo dell’Agenzia antidoping degli Stati Uniti (Usada), Travis Tygart, ha parlato alla Cnn di “uno spettacolo da pagliacci” che non è “vero sport”. A settembre D’Souza aveva invece spiegato a The Athletic che i partecipanti avrebbero ricevuto “la migliore assistenza medica immaginabile”. E in un’intervista a Time aveva aggiunto: “Non ci occupiamo di sport, ci occupiamo di scienza e cambiamento culturale. E il cambiamento culturale più profondo sarà la convinzione che la medicina non si limiti a far stare meno male le persone malate. La medicina è anche uno strumento importante per migliorare le prestazioni umane”.










