NEW YORK - Sotto il sole feroce di Las Vegas, cartelloni giganteschi promettono di “vivere al massimo”, e forse anche un po’ oltre, mentre dagli altoparlanti di una nuova arena all’aperto la voce cavernosa da radio di uno speaker sportivo finge di presentare il nuotatore britannico Ben Proud e una sfilata di altri corpi costruiti per sfidare il limite umano. Era una prova generale per uno degli esperimenti più controversi che lo sport moderno abbia mai concepito: gli Enhanced Games. Tipo Olimpiadi, ma senza l’ombra del doping. Nel senso che è tutto alla luce del sole e delle vene: lo sport consegnato agli steroidi.

Nella città del Nevada in cui l’azzardo è una professione sono andati in scena ieri notte quaranta atleti d’élite, autorizzati a usare sostanze dopanti, con l’obiettivo di demolire record mondiali nell’atletica, nuoto e sollevamento pesi. Sul tavolo c’erano 25 milioni di dollari di premi. Un milione per ogni record battuto. Il linguaggio morale dello sport è stato rovesciato.

Testosterone, ormone della crescita, sostanze proibite dalla Wada, l’agenzia che contrasta il doping, non sono soltanto tollerate: vengono celebrate, vendute, incorporate nel marchio stesso dell’evento. Gli organizzatori hanno insistito sul fatto che tutto ciò che viene assunto è legale e approvato dalla Food and Drug Administration, l’agenzia federale del farmaco. Ma la distinzione tra legale e sicuro, tra consentito e umano, resta il centro di una disputa che va ben oltre la pista.