A Las Vegas atleti dopati (e non) si sono sfidati nella gare di nuoto, atletica e sollevamento pesi, con la promessa di un montepremi da capogiro in caso di record del mondo. Ma c'è un verdetto inaspettato: nelle gare regina della velocità trionfano gli atleti rimasti "puliti"

«Per ottenere questi soldi avrei avuto bisogno di cinque o sei carriere». Con questa frase spiazzante il nuotatore greco Kristian Gkolomeev ha riassunto perfettamente la ragione per cui molti atleti hanno deciso di partecipare agli Enhanced Games, cioè una specie di Olimpiadi dove doparsi non solo è concesso ma addirittura incoraggiato. Se per gli ideatori e i finanziatori dell’evento l’obiettivo è quello di spingere il corpo umano oltre i propri limiti per testare un futuro biochimico da vendere poi al mercato globale, per gli atleti partecipare – compromettendo definitivamente la propria carriera nelle gare tra “puliti” – significa la possibilità di guadagnare cifre che umiliano i Giochi tradizionali. «Persino il nostro atleta che guadagnerà di meno intascherà l’equivalente di oltre due medaglie d’oro olimpiche del Team USA, e questo solo grazie al gettone di presenza e allo stipendio base», si legge nella presentazione della prima edizione degli Enhanced Games.