Campioni, soldi e squalifiche A convincere molti atleti non è stata soltanto la curiosità scientifica. Gli Enhanced Games mettono infatti sul tavolo premi enormi: ogni disciplina vale 500 mila dollari, metà dei quali destinati al vincitore, mentre chi riuscirà a battere i record ufficiali dei 50 stile libero o dei 100 metri piani incasserà un bonus da un milione di dollari. Una cifra difficilmente immaginabile in sport dove spesso anche professionisti di alto livello faticano a vivere soltanto con gare e sponsorizzazioni. Tra i nomi più noti ci sono il nuotatore australiano James Magnussen, argento olimpico a Londra 2012, il britannico Benjamin Proud e lo sprinter americano Fred Kerley, argento olimpico a Tokyo nei 100 metri. Ma il simbolo dell’evento è soprattutto il greco Kristian Gkolomeev, che già nel 2025 aveva nuotato i 50 stile libero in un tempo migliore del record mondiale ufficiale. La prestazione non venne omologata, ma gli fruttò un assegno da un milione di dollari. "Per fare questi soldi avrei avuto bisogno di cinque o sei carriere", disse allora il nuotatore. Le reazioni del mondo sportivo sono state durissime. Sebastian Coe, ex olimpionico e oggi presidente della Federazione mondiale di atletica, ha definito gli Enhanced Games "un progetto pericoloso e irresponsabile che volta le spalle allo sport". Anche la Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, ha annunciato la sospensione a vita di tutti i partecipanti. Secondo l’organizzazione, è impossibile garantire la sicurezza degli atleti: "L'intera cosa è un'idea terribile".
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