A Las Vegas domenica 24 maggio sono andati in scena gli Enhanced Games, i cosiddetti “Giochi del doping”. L’Agenzia antidoping americana li ha definiti “un pericoloso spettacolo da clown“. Come raccontato dal Fatto Quotidiano, si tratta di un progetto inquietante promosso dai miliardi della Silicon Valley trumpiana: gare di nuoto, atletica e sollevamento pesi in cui gli atleti sono liberi di doparsi. Anzi, alcuni di loro sono stati spinti a farlo, partecipando a un esperimento in un resort di lusso ad Abu Dhabi dove hanno ricevuto un cocktail di farmaci personalizzati.
L’obiettivo degli investitori, tra cui Peter Thiel, Donald Trump jr e JD Vance, è quello di sviluppare un nuovo business attorno al biohacking, un approccio alla salute che mira a ottimizzare le prestazioni fisiche e mentali e aumentare la longevità, superando i limiti biologici del corpo umano. L’obiettivo di marketing degli Enhanced Games era invece quello di battere vari record del mondo: è andata male.
È infatti interessante notare come, con l’eccezione di Kristian Gkolomeev nel nuoto, il ricorso al doping non si è tradotto in nuovi record mondiali. Gli organizzatori avevano infatti attirato diversi atleti professionisti grazie alla promessa di premi milionari. Ed è proprio qui che il progetto diventa pericoloso: prende la crisi economica degli atleti e la sfrutta per creare un laboratorio biotech globale, dove il doping non è più qualcosa da nascondere, ma un prodotto da vendere al pubblico. Eppure qualcosa non ha funzionato.











