Tra i tanti significati di “enhanced” ci sono anche “migliorato”, “esaltato”. E così ecco gli Enhanced Games in questo fine settimana al Resorts World di Las Vegas, piccola arena da 2.500 posti, per i Giochi in cui è ammesso ogni tipo di doping. Bontà loro, gli organizzatori hanno escluso eroina e cocaina. Concesso l’uso preventivo di testosterone, anabolizzanti, Epo, ormone della crescita, stimolanti, tutto sotto controllo medico, dicono i gestori dello spettacolo. “Vere competizioni in libertà: sono il futuro” ha detto Donald Trump junior esaltando l’idea balenata qualche anno fa nel cervello di un imprenditore australiano, Aaron d’Souza che, dal momento del concepimento, ha trovato compagni di strada e finanziatori nel settore delle nuove tecnologie e delle criptovalute (il più noto è Peter Thiel, di fede saldamente conservatrice), richiamando l’attenzione anche di uno sceicco. Le contestazioni del Cio “Se volete cancellare il concetto di giusta competizione, questo è il modo”, hanno commentato dal Comitato Olimpico Internazionale. “Non vanno presi sul serio e per loro non perdo il sonno”, ha sbrigato Sebastian Coe, presidente di World Athletics. “Ridicoli e pericolosi” è il parere della Wada, l’agenzia mondiale antidoping. Gli organizzatori hanno varato un programma piuttosto smilzo puntando diritti sullo spettacolare: 50 e 100 stile libero, 50 e 100 farfalla, 100 metri, sollevamento pesi con i due esercizi tradizionali, slancio e strappo, e deadlift, lo stacco da terra di un bilanciere mostruoso. Il record del mondo è 510 chili e il primatista, l’islandese Hofthur Bjornsson detto Thor, ci sarà, attratto dalla possibilità di metter le mani su mezzo milione di dollari. Il super-premio da un milione di dollari è per chi centrerà il record dei 50 stile libero, 20”88 dell’australiano Cameron McEvoy, e dei 100, 9”58 di Usain Bolt. Che, nel caso remoto dovessero arrivare, non verranno ovviamente omologati. Ma anche 250.00 dollari non sono male e sono serviti da molla per richiamare una manciata di polvere di stelle. O di stelle nella polvere: Fred Kerley, il texano battuto da Marcell Jacobs ai Giochi di Tokyo, uno dei tre ad essere sceso sotto i 10” nei 100, sotto i 20” nei 200 e sotto i 44” nei 400; il velocista britannico Reece Prescod, il liberista britannico Ben Proud. Previsto anche uno show: sul palco, i Killers.