HomeSarzanaCronacaBasaglia e la liberazione possibile. Uno sguardo sulla malattia mentaleInaugura domani nella Torre dei Vescovi la mostra fotografica collettiva curata da Archivi della Resistenza .Inaugura domani nella Torre dei Vescovi la mostra fotografica collettiva curata da Archivi della Resistenza .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici‘La liberazione possibile. Il Manicomio, Franco Basaglia e noi’. Questo il titolo della mostra fotografica collettiva curata dagli Archivi della Resistenza – circolo Edoardo Bassignani, che domani, alle ore 17.30, verrà inaugurata nella Torre dei vescovi di Luni, nel borgo di Castelnuovo Magra. Al centro dell’esposizione che racchiuderà gli scatti di sette importanti fotografi italiani, il delicato tema della malattia mentale, il manicomio, la rivoluzione basagliana, ma anche l’eredità di quella che fu innanzitutto una battaglia di civiltà. Nei sei piani della torre troveranno spazio gli scatti realizzati a partire dal 1969 e sino agli anni Dieci del Duemila di Carla Cerati, Gianni Berengo Gardin, Luciano D’Alessandro, Uliano Lucas, Paola Mattioli, Emilio Tremolada e Eno Umbaca.

Visitabile sino al prossimo 18 ottobre nei mesi di giugno, settembre e ottobre il sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e 15.30-19.30, mentre nei mesi di luglio e agosto dal martedì al giovedì (nella fascia 17.30- 20.30) poi da venerdì a domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30alle 20.30, la mostra consentirà di visionare, in una sola volta, i materiali di alcuni dei più importanti fotografi e artisti italiani che, nel corso degli anni, si sono occupati della salute mentale e della rivoluzione che in questo campo portò Franco Basaglia, prima denunciando la condizione di umiliazione e segregazione dei manicomi e poi documentando e interpretando mano a mano il fermento culturale e politico che riuscì promuovere quella presa di coscienza, all’apertura delle strutture e il progressivo superamento dell’istituzione. Una straordinaria stagione culturale e sociale dell’anti-autoritasimo italiano a cui la fotografia ha dato un contributo di fondamentale importanza, ma anche una stagione che induce a riflettere sul presente e sul fatto che se una liberazione è stata possibile, allora anche altre liberazioni sono oggi possibili.