Il mandato agli avvocati per la causa civile. La replica di Gomez sulla testimone mai ascoltata dalla procura di Milano. E quella di Travaglio: «Si tenta di prendere in giro l'intero popolo italiano»
«Non è il momento di parlare. Solo vie legali, adesso». Dopo la nota della procura di Milano sulla grazia a Nicole Minetti, Giuseppe Cipriani fa sapere al Corriere della Sera cosa ha intenzione di fare dopo l’inchiesta del Fatto Quotidiano che aveva messo in dubbio la regolarità dell’adozione del loro bambino. E aggiunge: «Più che (pagare, ndr) i danni, io credo che dovrebbero chiudere il giornale». I due hanno chiesto 250 milioni di euro alla casa editrice del giornale di Marco Travaglio. Intendono devolvere i soldi, «che siano un euro o decine di milioni», alle organizzazioni internazionali che si occupano di bambini adottati.
Nicole Minetti, Giuseppe Cipriani e la causa contro Il Fatto
«Credo che bisognerà trarre delle conclusioni e agire», è il mandato di Cipriani agli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi. In particolare su quanto scritto sull’adozione «irregolare» del bambino in Uruguay, sulla morte violenta dell’avvocata che rappresentava il minorenne adottato, sullo «stile di vita» e sulle feste al ranch Gin Tonic di Punta del Este. Nel mirino anche le trasmissioni È sempre Cartabianca andata in onda su Rete 4 il 28 aprile e Report, trasmessa il 3 maggio su Rai 3. Mentre sul quotidiano replica Peter Gomez, direttore dell’edizione online del Fatto: «Noi abbiamo avuto delle notizie , le abbiamo date con nome e cognome. E prendiamo atto che le notizie che abbiamo raccontato non vengono considerate vere: questo, senza sentire la fonte da cui provengono. Curioso».















