di Simone Di Meomartedì 9 giugno 20265' di lettura«Gli scandali vendono. La verità è facoltativa». È la frase che apre l’atto di citazione con cui Giuseppe Cipriani ha trascinato davanti alla Corte federale di New York Il Fatto Quotidiano e la Rai. Trentaquattro pagine che si concludono con una richiesta di risarcimento da almeno 250 milioni di dollari (220 milioni di euro) e l’accusa di aver costruito una narrazione fondata su insinuazioni, errori e ricostruzioni che avrebbero colpito non solo l’imprenditore veneziano, ma l’intero gruppo che porta il suo nome.La causa è stata presentata dalla società Cipriani, assistita dallo studio Reinhardt Savic Foley. Nel mirino finiscono la società editoriale Il Fatto e la Rai per i contenuti trasmessi da Report sul caso della grazia a Nicole Minetti. Secondo i legali, i giornalisti avrebbero scelto «clic, ascolti e pubblicità invece della verità, dell’accuratezza e del giornalismo responsabile», trasformando una serie di sospetti in fatti accertati e associando il nome Cipriani a corruzione, traffici illeciti, sesso, droga e perfino a Jeffrey Epstein. L’azione giudiziaria punta soprattutto sul danno economico. La società sostiene che le pubblicazioni abbiano avuto conseguenze immediate sui rapporti finanziari del gruppo. Uno degli investitori, si legge nell’atto, avrebbe rallentato la chiusura di un’operazione da 50 milioni di dollari, imponendo nuove condizioni e pretendendo verifiche indipendenti sulle accuse circolate che sarebbero costate oltre 1 milione di dollari in un mese.Grazia a Minetti, la società di Cipriani fa causa a Fatto e Report: "Danni per 250 milioni di dollari"La società di Giuseppe Cipriani passa al contrattacco. Cipriani Usa Inc. ha depositato presso la Corte distr...IL FANTASMA DI EPSTEIN