La donna ha trovato il coraggio di denunciare tutto alla polizia doricaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAncona, 4 giugno 2026 – “Lui cucinava solo per sé. Per comprare i libri ai bambini ho venduto i miei gioielli. Chiedevo l’elemosina”. Ieri mattina, davanti al collegio penale del Tribunale di Ancona presieduto dal giudice Roberto Evangelisti, una donna di 41 anni di origine nigeriana ha ricostruito quattro anni di violenze subite in casa, dal 2020 al giugno 2024. La donna, oggi ospite di una struttura di accoglienza protetta insieme ai due figli minorenni, è parte civile con l’avvocato Laura Catena. A processo c’è il marito, suo connazionale e coetaneo, accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia e violenza sessuale.

Il punto di rottura è stato il 30 giugno 2024. La 41enne è uscita di casa per buttare la spazzatura. Quando è tornata i due figli non c’erano più. L’uomo li aveva portati via senza il suo permesso. Ha chiamato la polizia e la Squadra mobile ha raccolto la denuncia. Da lì sono partiti gli accertamenti. In aula la donna ha descritto anni di abbandono economico. “Lui non provvedeva al sostentamento della famiglia – ha raccontato ai giudici – mandava soldi ai parenti in Africa, non li usava per i bambini. Io dovevo chiedere aiuti a una zia oppure chiedere l’elemosina. Raramente lasciava 50 euro sul tavolo. Passavano anche tre mesi senza dare un soldo. A casa cucinava solo per se stesso”. Per pagare i libri di scuola dei figli avrebbe dovuto vendere gioielli personali, perché il denaro del marito, ha detto, veniva speso per lui.