Firenze – “E ora i fantasmi possono rimanere fuori da questo cancello”. A Emmanuel Carrère mancava ancora un piccolo tassello nella ricostruzione della storia della sua famiglia che è l’anima – una delle tante anime – del suo ultimo libro Kolchoz, uscito in Italia per Adelphi all’inizio del mese scorso e subito tra i più venduti nel nostro paese. Gli mancava vedere Bosco Bello, la tenuta a San Domenico, tra Firenze e Fiesole, in cui ha vissuto la bisnonna Ol’ga Komarovskij con il marito Victor von Pelken e con i figli Nathalie e Woldemar. In Kolchoz alla villa di Bosco Bello, Carrère, 68 anni, dedica alcuni capitoli: “Per acquistarla e mantenerla bisognava essere veramente molto ricchi”, scrive, aggiungendo: “ho provato a visitarla due volte senza che mai mi venisse aperto il portone”.

Lo scrittore francese Emmanuel Carrère in visita a Villa Bosco Bello (foto Germogli)

Adesso Emmanuel è qui. Dopo il furioso temporale della notte, la mattina è inondata di sole. Mentre sta per varcare il cancello chiede di fermarsi, e scende dalla macchina per farsi fare una foto davanti all’epigrafe “Villa Bosco Bello“. “È la cosa più emozionante che ho fatto in Italia”, dice.

Emmanuel Carrère bambino con la mamma, la storica Hélène Carrère d’Encausse, scomparsa nel 2023