Il gioco sporco Nella notte tornano gli scontri. Colpita una torre di comunicazione a Qeshm

Americani e iraniani, impegnati in un valzer pericoloso in cui non si limitano a pestarsi i piedi. Decifrare le loro mosse politiche, palesi e occulte, è già di per sé un esercizio arduo. A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge l’impossibilità di capire cosa davvero accade nei cieli e nelle acque del Golfo Persico: ogni parte racconta la sua storia, con il fondato sospetto che nessuna delle due corrisponda pienamente alla realtà. Se fosse una disputa innocua, potrebbe anche passare. Ma qui si tratta di vite umane – e, con esse, dell’intera economia mondiale.

NELLA NOTTE di ieri, forze americane hanno colpito obiettivi militari iraniani nell’area di Qeshm, prendendo di mira una torre di comunicazione. Poche ore dopo Teheran ha lanciato missili e droni contro installazioni statunitensi in Kuwait e Bahrain. Il Comando americano ha riferito di aver neutralizzato un’ondata di droni diretta verso le proprie forze in Kuwait. Nel frattempo, il Kuwait ha denunciato attacchi che hanno colpito l’area dell’aeroporto internazionale, provocando una vittima e diversi feriti. L’aeroporto riveste un ruolo strategico per le operazioni militari statunitensi nella regione. Ospita “Cargo City” che, insieme alla base aerea di Ali Al Salem, rappresenta una delle principali porte d’accesso della logistica aerea statunitense nel Golfo Persico.