A soli dodici giorni dalla firma del memorandum preliminare che doveva porre fine alle ostilità nel Golfo Persico, Stati Uniti e Iran tornano già al confronto armato. Si riapre così una pericolosa spirale di ritorsioni, con accuse reciproche di violazione dell’intesa e nuovi attacchi che rischiano di riaccendere un conflitto che molti speravano ormai alle spalle.

DRONI IRANIANI colpiscono il territorio del Bahrein. Il ministero degli esteri iraniano dichiara che le forze armate hanno colpito obiettivi legati alle strutture statunitensi in risposta agli attacchi aerei americani sulla costa meridionale, una contromossa legittima, secondo Teheran. Manama ha condannato l’incursione senza fornire dettagli sul bersaglio, lasciando aperti interrogativi sulla reale portata dell’operazione.

L’escalation arriva dopo due sviluppi che hanno provocato forti reazioni tra i politici iraniani: l’accordo tra Israele e Libano e il documento finale del vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo. L’intesa tra Tel Aviv e Beirut autorizza il mantenimento della presenza militare israeliana nel Libano meridionale per il disarmo di Hezbollah, il principale alleato regionale di Teheran.

L’accordo viene interpretato dalla Repubblica islamica come una violazione degli equilibri raggiunti nei negoziati con Washington.