5 miliardi annui entro il 2050, è questo il costo potenziatale rappresentato dal dai rischi del cambiamento climatico. Questo aspetto sta diventando sempre più una variabile strutturale per la competitività del Paese e i danni diretti alle infrastrutture italiane. Ma per le piccole e medie imprese questo rischio però non è ancora all’ordine del giorno, infatti solo il 14% ha adottato misure per la continuità operativa in caso di eventi estremi e soltanto il 10% ha introdotto azioni di adattamento rivolte a infrastrutture e asset fisici.

In un ottica più generale, a seconda dell'intensità degli impatti economici, potrebbe verificarsi una progressiva riduzione del Pil, compresa tra l'1,6% e il 6% entro il 2050.

Sono queste alcune delle principali evidenze emerse dal report di Deloitte “Il rischio climatico in Italia. Dagli scenari alle proposte di intervento”, che analizza l’impatto del rischio climatico sul contesto economico-finanziario italiano e la maturità delle piccole e medie imprese nell’affrontarne le sfide. Il report è stato realizzato con la collaborazione di esperti del Politecnico di Milano, dell’Università Ca' Foscari, del team dell'area Climate della Florence School of Regulation (European University Institute) e con Ipsos-Doxa.