Con danni diretti alle sole infrastrutture stimati in 5 miliardi di euro l'annoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL'economia italiana si trova di fronte a una minaccia strutturale: entro il 2050, il rischio climatico potrebbe costare al Paese fino al 6% del Pil, con danni diretti alle sole infrastrutture stimati in 5 miliardi di euro l'anno. È questo il monito lanciato dal report di Deloitte "Il rischio climatico in Italia", che evidenzia un ritardo del tessuto produttivo nazionale: nonostante l'emergenza, solo il 14% delle piccole e medie imprese ha adottato misure per garantire la continuità operativa in caso di eventi estremi, mentre appena una su dieci ha investito concretamente per mettere in sicurezza asset fisici e infrastrutture.

Il quadro delineato dallo studio, realizzato con la collaborazione di esperti del Politecnico di Milano, dell'Università Ca' Foscari, del team dell'area Climate della Florence School of Regulation (European University Institute) e con Ipsos-Doxa., descrive un'Italia particolarmente vulnerabile a causa della sua posizione nel Mediterraneo: "è tra i Paesi europei in cui gli effetti del cambiamento climatico si manifestano più rapidamente - commenta Paolo D'Aprile, Sustainability Leader di Deloitte Central Mediterranean - e le principali proiezioni indicano un aumento delle temperature superiore ai 2°C rispetto ai livelli preindustriali già nel prossimo decennio. Il cambiamento climatico produce già oggi perdite economiche rilevanti che si amplificheranno in futuro".