L'Editoriale

Mercoledì 03 Giugno 2026

ITALIA. Per fortuna Raffaele Fitto, con vecchia saggezza post democristiana, cerca di metterci una pezza, deviando quanto meno l’attenzione (già sollevando però resistenze sull’uso di fondi regionali), ma la pretesa di Giorgia Meloni di avere flessibilità europea sui costi energetici, era davvero partita male.

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Basta leggere il testo della lettera a Bruxelles: se non ci concedete qualcosa sulle bollette, «sarebbe molto difficile per il governo spiegare all’opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe alle condizioni attualmente previste». Nell’attesa delle mediazioni, Meloni dà corpo alla minaccia sulla difesa, tenta di rinviare le decisioni e si rimangia l’impegno sul Safe. Prima del successo di Venezia, la premier era evidentemente traumatizzata. Soprattutto per la scommessa ormai perduta su Donald Trump e Bibi Netanyahu, cioè l’illusione dei rapporti preferenziali con i meno amati del mondo. Ora sembra ringalluzzita e usa toni minacciosi salviniani (Vannacci incombe per tutti).