Il Commissario Raffaele Fitto annuncia la possibilità per gli Stati di riprogrammare fondi già assegnati. La freddezza del governo e i negoziati
La Commissione europea batte un colpo, anzi due, in risposta alle pressioni dell’Italia su fondi per aiutare famiglie e imprese di fronte al caro energia. Sulla richiesta madre di Giorgia Meloni – quella di scorporare quelle spese dai vincoli del Patto di Stabilità – nulla trapela e nulla per ora si muove: fino a prova contraria resta il muro eretto da Ursula von der Leyen e Valdis Dombrovskis per la gioia del fronte dei Paesi “frugali”. Chi invece tende oggi una mano è Raffaele Fitto, il vicepresidente della Commissione che sino a 18 mesi fa stava dall’altra parte del tavolo.
L’apertura della Ue
Per affrontare le conseguenze del caro energia i governi potranno rimettere mano alla programmazione dei fondi di coesione – i vecchi “fondi strutturali” -, annuncia oggi Fitto a nome dell’esecutivo Ue in una lettera inviata a Stati membri e regioni. Tecnicamente i programmi europei che potranno essere revisionati per includere spese legate al caro energia sono tre: il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e il Fondo per una transizione giusta. «L’Unione europea ha le risorse per rispondere, e dobbiamo mobilitarle adesso», sottolinea Fitto.












