«I margini sono risicati». Così Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, commenta la possibilità che la Commissione europea autorizzi l’Italia, probabilmente il 3 giugno, giorno della presentazione del pacchetto di primavera del semestre europeo, di usare i fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza per fronteggiare il caro energia. Il ministro spera che l’Ue «dia corso alla richiesta della Presidente del Consiglio, che è diversa». Giorgia Meloni, con una lettera a Ursula von der Leyen, aveva infatti chiesto una deroga del Patto di stabilità per rispondere alla crisi causata dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Una risposta alla missiva, la premier, potrebbe riceverla proprio il 3 giugno.
Foti ricorda che, comunque, l’Italia deve presentare per le ultime modifiche al Pnrr «un’eventuale riprogrammazione entro il 31 maggio» e, quindi, «occorrerà un coordinamento». Ma gli spazi di manovra sono molto stretti, sottolinea il ministro: «Attualmente posso dire che noi abbiamo impegnato fondi del Pnrr in misura quasi totalizzante e quindi a un mese dalla chiusura del Pnrr e a tre mesi dalla rendicontazione dello stesso i margini sono risicati».











