Alla fine ci ha pensato il commissario europeo alla Coesione, Raffaele Fitto, a correre in aiuto di quegli Stati - tra cui l'Italia - che chiedevano maggiori risorse per affrontare la crisi energetica.

Poche settimane fa la premier Giorgia Meloni aveva scritto a Palazzo Berlaymont per chiedere che le deroghe al Patto di stabilità già previste per la Difesa venissero estese anche al settore energia, messo a dura prova dal protrarsi della crisi in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Dopo settimane di trattative senza passi avanti, è stato Fitto, con una lettera indirizzata ai 27 Stati membri, a sbloccare l'impasse senza provocare strappi politici.

Il commissario italiano - esponente di Fratelli d'Italia, lo stesso partito della premier - ha indicato agli Stati la possibilità di utilizzare i fondi di coesione per far fronte alle spese energetiche. È stata prevista una rimodulazione volontaria dei programmi, che ha liberato 35 miliardi di euro in tutta l'Ue, di cui sette miliardi per l'Italia: proprio da lì potrebbero arrivare le risorse richieste dal governo italiano.

Nella lettera ai ministri Ue, Fitto richiama la necessità di garantire che i fondi europei già disponibili siano utilizzati pienamente e in tempo per sostenere le regioni e le comunità che ne hanno più bisogno, soprattutto nel contesto dell'attuale andamento dei prezzi dell'energia.