La proposta del vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto di usare i fondi di coesione per affrontare il caro energia ha fatto infuriare le Regioni, che contano su quelle risorse per sostenere i propri programmi di sviluppo. “Non possiamo accettare che i territori più fragili paghino”, dice a Fanpage.it la governatrice della Sardegna Alessandra Todde.

Il tema dell'energia continua a essere un grattacapo per il governo Meloni. La proposta del vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto (ex ministro italiano agli Affari europei) di utilizzare i fondi di coesione, il fondo di sviluppo regionale e il fondo per una transizione giusta "per affrontare le sfide" poste dalla crisi ha fatto infuriare le Regioni. Molte di queste risorse infatti, sono già state impegnate in programmi territoriali, politiche di sviluppo e crescita. Privare le Regioni dei fondi significherebbe lasciarle a secco all'improvviso.

Palazzo Chigi chiede flessibilità all'Ue. Nei giorni scorsi il governo aveva sollecitato una deroga al Patto di stabilità per far fronte ai costi dell'energia. Attualmente le uniche spese esonerate dagli stringenti vincoli di bilancio Ue sono quelle in materia di difesa. Bruxelles però non si era sbilanciata. Qualche giorno fa aveva la portavoce dell'esecutivo europeo aveva fatto notare che l'Ue avesse messo a disposizione già diversi strumenti (il Next Generation EU, i fondi di Coesione e il fondo per la Modernizzazione, per un totale di 95 miliardi di euro), facendo intendere di non essere disponibile ad allargare i margini.