Alla fine è stato il commissario europeo alla Coesione, Raffaele Fitto, a individuare una via d’uscita per gli Stati membri che chiedevano maggiore flessibilità finanziaria per affrontare la nuova emergenza energetica.
Dopo settimane di confronto senza risultati concreti tra Bruxelles e le capitali europee, la Commissione ha aperto alla possibilità di utilizzare i fondi di coesione già disponibili per sostenere famiglie, imprese e investimenti energetici.
La mossa è arrivata in risposta alle pressioni di diversi governi, tra cui quello italiano.
Solo poche settimane fa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva chiesto formalmente a Bruxelles di estendere anche al comparto energetico le deroghe al Patto di stabilità previste per la difesa, alla luce delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e delle ripercussioni sui mercati energetici internazionali, aggravate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
L’intesa politica, tuttavia, si è rivelata difficile.










