Il tema bollette continua ad assillare il governo. Giorgia Meloni ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere di poter estendere anche alle spese per l'energia le misure di flessibilità riconosciute dal Patto di stabilità per la difesa. Per ora Bruxelles non si sbilancia e suggerisce a Meloni di usare i fondi esistenti attualmente a disposizione degli Stati.

La richiesta di Meloni riguarda l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista nel Patto di stabilità, un dispositivo che consente di derogare ai vincoli europei su deficit e debito e che al momento è riconosciuto per le spese destinate alla difesa. La premier, alle prese con il caro bollette, vorrebbe allargare la deroga anche ai costi energetici. "Se consideriamo giustamente la difesa una priorità strategica tale da giustificare l'attivazione della ‘National Escape Clause’, allora dobbiamo avere il coraggio politico di riconoscere che oggi anche la sicurezza energetica è una priorità strategica europea. E, in particolare, che lo straordinario incremento dei costi energetici che stiamo subendo rappresenta una circostanza eccezionale al di fuori del controllo degli Stati membri con pesanti ripercussioni sulle finanze pubbliche", ha scritto nella lettera inviata a Von der Leyen. "Non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che la Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese. La sicurezza dell’Europa non si misura soltanto nella capacità militare. Si misura anche nella possibilità per le imprese di continuare a produrre, per le famiglie di sostenere i costi energetici, per gli Stati di garantire stabilità economica e sociale".